Innovazione nel vino tra gusto e intelligenza artificiale: intervista al sociologo Lorenzo Notari
Per la rubrica Economia del Consorzio Pensatori Indipendenti –
Apriamo questa sezione dedicata all’economia e all’innovazione con un protagonista che si muove tra sociologia, marketing e imprenditorialità. Si tratta del reggiano Lorenzo Notari, sociologo attivo da anni in attività di supporto al marketing negli ambiti del digitale e della ricerca di mercato. In occasione di Vinitaly 2026, parliamo con Notari di due progetti che mirano a ridefinire il modo in cui il vino viene raccontato e fruito dal consumatore.
Si tratta della “Carta di identità digitale del vino” (evoluzione di n’Etichetta) e del progetto “Le Armonie di Bacco”, due strumenti che combinano storytelling, tecnologia e intelligenza artificiale per aumentare le potenzialità di mercato dei vini venduti.

Per vedere un’anteprima dei progetti di cui abbiamo parlato: www.notari-ricerche.it/netichetta
Dottor Notari, come nascono queste idee?
«Nascono da un’esigenza molto concreta: aiutare le imprese a valorizzare i propri prodotti attraverso lo storytelling e l’innovazione. Lavorando quotidianamente con imprenditori bravi a fare ma non sempre bravissimi a vendere, mi sono reso conto che spesso manca un modo efficace per raccontare ciò che c’è dietro una bottiglia: la filiera, il territorio, le persone. Da qui l’idea di sviluppare strumenti che rendano queste informazioni accessibili, immediate e coinvolgenti.»
Partiamo dalla “Carta di identità digitale del vino”: di cosa si tratta?
«È un’evoluzione del progetto “n’Etichetta”, avviato nel 2021. In pratica, ogni bottiglia è dotata di un collarino con QR code o tecnologia NFC. Il consumatore, con lo smartphone, può accedere a una vera e propria carta d’identità digitale del vino: dal racconto dell’origine ad esempio con filmati dei filari e interviste ai titolari della cantina, mostrando la filiera produttiva, garantendo autenticità, suggerendo abbinamenti gastronomici e modalità di consumazione fino ad arrivare alle banali indicazioni su valori nutrizionali, conservazione e smaltimento packaging.
Non è solo trasparenza: è un modo per creare relazione tra produttore e consumatore.
Inoltre grazie all’NFC si ottengono garanzie anticontraffazione e si possono visualizzare dettagli capillari relativi alla distribuzione geografica effettiva delle bottiglie vendute»

L’altra innovazione, “Le Armonie di Bacco”, unisce vino e musica. Come è nata questa idea?
«Come molte intuizioni, nasce dalla ricerca di nuovi linguaggi per il marketing. Ci siamo chiesti: possiamo arricchire l’esperienza sensoriale del vino? La risposta è stata sì.
Nel 2024 abbiamo sviluppato un sistema che abbina a ogni vino una selezione musicale ideale, calibrata sul contesto: una cena tra amici, un momento romantico, oppure una degustazione in solitaria. L’intelligenza artificiale ci ha aiutato a perfezionare questi abbinamenti e ci aiuta a proporli in maniera assolutamente innovativa.»
Avete già misurato l’impatto di questa innovazione?
«Sì, attraverso ricerche di mercato. I risultati sono estremamente interessanti: per i vini di fascia intermedia destinati all’export, ad esempio verso gli Stati Uniti, si stimano incrementi realistici tra il 4% e il 5% della quota export, a fronte di un costo irrisorio per implementare il nostro sistema.
È un segnale chiaro: il consumatore internazionale cerca esperienze, non solo prodotti.
E chi meglio di un vino italiano si presta a fare da vettore per tutto questo?»

Come hanno reagito le aziende del territorio?
«C’è una netta differenza. I produttori indipendenti più lungimiranti hanno mostrato grande interesse: con alcuni stiamo già sviluppando contenuti per le carte digitali e progetti legati alle etichette musicali.
Al contrario, le grandi realtà associate locali sono state finora più chiuse. In diversi casi non abbiamo nemmeno ricevuto risposta. Probabilmente i loro uffici marketing sono focalizzati su altre strategie.»
Quali sono i prossimi sviluppi?
«Siamo nella fase di espansione commerciale. L’obiettivo è far conoscere questi strumenti, perché molte aziende non sanno ancora che esistono possibilità così accessibili per innovare il marketing.
Parallelamente lavoreremo sui contenuti: video, storytelling, integrazione con i social e pagine web. La carta di identità del vino diventerà un vero ecosistema narrativo, capace di raccontare tutto il percorso del prodotto, dal vigneto alla tavola.
E poi continueremo a sviluppare “Le Armonie di Bacco”, che rappresentano una frontiera interessantissima: offrire al consumatore un’esperienza multisensoriale completa, dove il vino non è solo gusto e aroma, ma anche suono, atmosfera, emozione.»

In sintesi, che futuro vede per il marketing del vino?
«Un futuro sempre più esperienziale, digitale e personalizzato. Chi saprà distinguersi non sarà solo chi produce qualità, ma chi riuscirà a raccontarla in modo innovativo.»
Per vedere un’anteprima dei progetti di cui abbiamo parlato:www.notari-ricerche.it/netichetta

