Bravo Benny! Ma vacci piano col nostro Appennino
Mentre dabbasso, ove osano le zanzare, cioè in città, è in atto un braccio di ferro senza precedenti tra ultras dell’ambiente senza se e senza ma e istituzioni (con tutte le leggi dalla parte di Conad ed anche una buona dose di mediazione amministrativa), per via di un ex area verde abbandonata che in realtà verde non è mai stata, assurta ad emblema della salvezza del pianeta, cioè il cosiddetto “Bosco” di Ospizio, lassù, dove osano le aquile, cioè a Costabona frazione di Villa Minozzo, è avvenuto un fatto che qualche perplessità, sul fronte della salvaguardia del paesaggio, la potrebbe destare per davvero. Sia ben chiaro, la “Festa dei Forni” col pane protagonista (anche se, si lamenta qualche partecipante, alle 18.00 il pane era manzonianamente quasi introvabile) è iniziativa meritoria che fa riscoprire uno dei tanti borghi/scorci della nostra Montagna, dimenticati da tempo. Ma siamo sicuri che il gran finale del noto dj Benny Benassi, sempre capace di convogliare migliaia di persone, sia il giusto modello di promozione, come gli stessi promotori si erano anche chiesti qualche giorno fa a mezzo stampa?
Tra l’altro, postilla politica da maniaci della dietrologia, da tempo il dj Benassi appare spesso affiancato al presidente della Provincia Giorgio Zanni che i meglio informati (di cui noi non facciamo certo parte) vogliono auto-proiettato da Palazzo Allende a Montecitorio. Una comprensibile ambizione.
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Se però aprite il link qua sopra, qualche dubbio probabilmente assale anche voi. Musica assordante tra i boschi (quelli veri) che avrà probabilmente creato un fuggi fuggi di ungulati e piccoli mammiferi, una quantità esorbitante di autovetture sgasanti nel cuore del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, un ipotizzabile ed abbondante lascito di rifiuti per un turismo una tantum mordi e fuggi che ricorda più il modello Riccione anni ’80 ed i rave-party, per non parlare del processo di gentrificazione tentato da più parti negli ultimi decenni. E’ questa la giusta strada da battere per la valorizzazione del nostro Appenino, una Montagna finalmente e faticosamente cresciuta negli ultimi tempi, come dimostra il boom di acquisti di case sia da parte di reggiani che di stranieri? Giustamente sulle Dolomiti c’è chi si indigna di brutto per le migliaia di persone intasa-rifugi a caccia di un selfie con bombolone su sfondo dolomitico, a Reggio invece, fatte le debite proporzioni, sembra che i tupamaros del verde non abbiano niente da dire.

Ricapitolando: bravo Benny Benassi, che in Appennino anni fa ha comprato casa e dunque sarà il primo ad essere sensibile al nostro richiamo, perché fa i salti mortali per animare le serate reggiane (quello di Costabona è il terzo episodio, dopo Vini & Vinili in primavera in Piazza Prampolini e la festa di Castellarano a fine luglio) e prova a dare una mano ad arricchire l’attrattività dei paesini della montagna. La prima edizione di “Forni in Festa” è andata tutto sommato bene. Ma se, in occasione della seconda, già annunciata per l’anno prossimo, i partecipanti dovessero duplicare o triplicare? Dunque, attenzione all’arma a doppio taglio. Va bene fare riscoprire la tradizione montanara dei metati e del pane fatto nei forni di fronte a casa, ma il rischio overtourism è dietro l’angolo. Forse il motivo di fascino dell’Appennino Reggiano è proprio questo suo essere stato a lungo negletto rispetto ad altre celebrate aree collinari e montuose del nostro Paese. Il che, se è stato concausa di abbandono e spopolamento nei decenni scorsi, forse oggi è proprio lo strumento in più che consente alla nostra Montagna una crescita lenta fatta di silenzi, tranquillità, aria pulita e dominio quasi incontrastato della natura, lontana sia dagli appetiti degli speculatori immobiliari che dal turismo caciarone.


