Alla festa di Fratelli d’Italia ci vado in Porsche
Il centrodestra si è infuriato per la “gaffe” commessa dal presidente Pd Stefano Bonaccini, che in soldoni ha detto che la destra la votano gli ignoranti. In realtà Bonaccini ha pronunciato una verità statisticamente indiscutibile: la destra, non solo in Italia, basti pensare all’elettorato di Trump, nelle elezioni degli ultimi anni prevale nettamente tra chi non ha particolari titoli di studio. E’ appena successo anche in Sassonia dove, secondo l’analisi dei principali organi di informazioni tedeschi, le persone di bassa scolarizzazione, hanno votato in massa per Ulrich Siegmund. Il che in effetti per la sinistra, che in teoria dovrebbe rappresentare i ceti più fragili sia sul piano economico che su quello culturale, è un bel problema. E allora cosa hanno fatto i Fratelli d’Italia reggiani per dimostrare che Bonaccini ha torto? Hanno invitato come guest-star alla loro incipiente festa provinciale Tricolore niente popò di meno che Pier Francesco Grasselli, fine intellettuale reggiano ben noto per il preziosissimo contributo che da tempo dà al mondo artistico e letterario locale. Da qualche tempo Grasselli scrive anche di esoterismo, divulgando il verbo presuntamente metafisico affinché sia edibile anche alla famosa casalinga di Voghera. Ma noi del Cpi restiamo sentimentalmente legati ai capolavori della sua gioventù. Ad esempio al celebre romanzo “All’inferno ci vado in Porsche”, prontamente seguito da un’altra pietra miliare della narrativa italiana, “Ho scaricato Miss Italia”. Le due opere parlano della dura vita di un giovane figlio di papà, costretto per di più da un destino cinico e baro a vivere in una città infestata dai comunisti, dilaniato da atroci dilemmi esistenziali del tipo: quale fuoriserie di papà userò dopo cena? Con che ragazza andrò in discoteca a Cortina sabato sera? Il ristorante dove la porterò è abbastanza caro, o rischio di fare la figura del barbone se non ha almeno due stelle Michelin? Non sorprende dunque che i Fratelli abbiano invitato un tale gigante della cultura, ma non vi nascondiamo che, in omaggio alla nostra indole sempliciotta e terra terra, avremmo preferito trovare in cartellone Gegia o Martufello.

Nota di colore: se non passa la nuova legge elettorale sul doppio turno, ogni voto all’ex generalissimo Roberto Vannacci sarà un voto sottratto al centrodestra e renderà più probabile la vittoria del centrosinistra.
Grasselli è finito di nuovo sulle pagine dei quotidiani locali per un caso di presunta censura di cui sarebbe stato vittima alla Festa dell’Unità locale quest’anno nazionale, quella reggiana. Oltre che scrittore illustre e di chiara fama, per la destra reggiana, insomma, Grasselli non è più solo un futuro vincitore del Premio Strega, un novello Silvio d’Arzo, è anche un martire della libertà di parola, un po’ come Aleksandr Solzenycin: è una specie di Nelson Mandela del circolo tennis di Albinea-Canali. In effetti anche noi ci domandiamo cosa c’entrasse un vannacciano come Grasselli con la Festa del partito di Elly Schlein e del suo plenipotenziario Igor Taruffi detto Taruffenko…Va da sé che i Fratelli d’Italia, per essere veramente convincenti e dimostrare di essere meno intolleranti e dogmatici dei protervi Pd, avrebbero dovuto dare il buon esempio e fare il contrario di quanto fatto dal segretario Pd locale Massimo Gazza and friends. E quindi avrebbero dovuto chiamare a parlare, per rimanere nei territori di casa, artisti come Max Collini, quando non è in tour con Arturo Bertoldi, o Monica Morini, quando non è a manifestare per salvare “il sito antropizzato degradato” (cit. consulente della Procura), alias il “Bosco” di Ospizio, o magari Alessandro Gandino per un bel dj set con accompagnamento di gnocco fritto, rigorosamente fritto nell’olio (Evo, non di ricino) e non nello strutto. Ma di compagni duri e puri alla Festa dei Fratelli non c’è traccia.

La festa dei Fratelli si svolgerà negli spazi dell’agriturismo Il Bove, di proprietà del coordinatore cittadino di FdI Lorenzo Melioli. Chissà se dietro il banco della reception nell’ingresso campeggerà ancora la foto di Italo Balbo, trasvolatore di oceani e manganellatore fascista doc, o se per l’occasione i Fratelli la sostituiranno con una foto meno truce, ad esempio col ritratto del sacerdote ravennate Don Giovanni Minzoni, ammazzato a bastonate in testa dalle squadracce in camicia nera dello stesso Balbo il 23 agosto 1923.
Per quanto concerne il resto del programma della Festa, nulla da dire da parte nostra sulla “Tortellata anticomunista”, se non il suggerimento di innaffiarla con tanto parmigiano-reggiano. Siamo un filo più perplessi invece sulla annunciata “Cena anti-maranza”, perché se è vero che le giunte Delrio, Vecchi e Massari hanno fatto poco al riguardo, è ancor più vero che l’ordine pubblico, la sicurezza e la giustizia dipendono dal Governo, cioè dalla Premier Giorgia Meloni, che di risultati su questo fronte non ne ha portati a casa manco mezzo. Dalla conferenza stampa di presentazione della Festa, che si terrà dal 20 al 26 settembre, non sono emersi altri dettagli significativi.

Peccato: infatti ci piacerebbe sapere in che modo la Festa Tricolore affronterà temi come il carissimo benzina provocato dalle guerre di Trump, le tasse, che non solo non sono diminuite, ma sono addirittura aumentate col Governo Meloni, il taglio delle risorse e dei trasferimenti agli enti locali, alla scuola e alla sanità, eccetera. In più ci piacerebbe sapere se i Fratelli d’Italia continueranno a sostenere l’Ucraina, come ha fatto fino a oggi Giorgia Meloni, e questo è un merito che le riconosciamo volentieri, o se, per compiacere lo stesso Vannacci e Matteo Salvini, si riavvicineranno a Putin, che ha tanti amici anche tra i 5Stelle e nell’estrema sinistra. E’ chiaro che per chi va alla Festa dei Fratelli d’Italia in Porsche questi sono argomenti secondari. Ma per chi come noi deve arrabattarsi per arrivare alla fine del mese, e quando va dal benzinaio ci lascia metà dello stipendio, sono proprio queste le cose che contano.


