L’allucinante caso Epstein e quel terribile rigurgito complottista

L’allucinante e terrificante caso Epstein, il finanziere condannato per abusi sessuali e traffico di minorenni nel 2008 e morto per un misterioso suicidio mentre era rinchiuso in un carcere americano nel 2019, ha messo ancora una volta insieme nelle ricostruzioni complottistiche e dietrologiche l’estrema destra e l’estrema sinistra, come sempre succede per i più drammatici eventi di rilievo internazionale. Vannacciani, casapoundiani e veterocomunisti abbracciati nell’ennesima crociata contro i cosidetti poteri forti. Secondo i complottisti, il mondo sarebbe governato occultamente da élites occidentali depravate che tramano contro l’umanità divertendosi sadicamente e sessualmente a spese dei più indifesi, cioè i bambini e le bambine. Il corollario di questa teoria complottista è che casi torbidi come gli Epstein files vengano occultati dai media e dagli organi di informazione ufficiali e “mainstream”, e che dunque l’informazione “vera” vada cercata in canali di comunicazione “alternativi”, sui social e sulla Rete. Al contrario, proprio il fatto che del caso Epstein si parli da settimane anche nel Parlamento degli Stati Uniti dimostra esattamente il contrario, e cioè che, per ora, il sistema liberal-democratico basato sulla libera stampa in una società governata da libere istituzioni regge, anche se non mancano le forti pressioni di una parte della politica americana per occultare i contenuti più scottanti dell’esplosivo dossier.

Per capire ciò che sta succedendo è utile andare al cinema a vedere “Il mago del Cremlino”, il film diretto da Olivier Assayas tratto dal fortunatissimo romanzo di Giuliano da Empoli e magistralmente interpretato da Jude Law, sfigurato da un cinico ghigno nei convincenti panni di Putin, e fedelmente ispirato alla storia di colui che per molti anni è stato il suo consigliere più fedele, ovvero Vladislav Surkov, impersonato nel film, con le sembianze fittizie di Vadim Baranov, dall’attore statunitense Paul Dano.

Surkov/Baranov ci spiega che nelle società del XXI secolo la gente è portata a essere rabbiosa e che questa rabbia va incanalata nella costruzione di un potere forte e autoritario. Le fabbriche di troll e smanettoni che nascono alla periferia di San Pietroburgo, sotto la guida dell’oggi defunto Prygozin, non servono a fare vincere questo o quel partito nei Paesi Occidentali. Servono per alimentare la rabbia contro i governi, diffondere il caos, affermare visioni alternative della realtà, pompandole con milioni di post e commenti sui social, fino al punto da rendere indistinguibile la realtà dalla menzogna e dalla finzione. E’ un modello che in questi mesi vediamo in atto non solo in Ucraina, ma anche nelle violenze commesse dall’ICE negli Stati Uniti e nella vicenda degli Epstein Files.

E non è un caso che Trump abbia più volte espresso la sua ammirazione per il dittatore del Cremlino.

Alle narrazioni alternative propagandate dai regimi autoritari (la guerra in Ucraina non è una vera guerra, bensì una “operazione militare speciale”, la Russia è stata costretta a intervenire dai presunti massacri compiuti dai “nazisti” ucraini in Donbass, Alex Pretti e Reneè Good sono “terroristi domestici” che hanno messo a rischio la vita degli agenti dell’ICE, il bimbo Liam Ramos è stato abbandonato dal padre al freddo in mezzo a una strada e gli agenti dell’ICE si sono solo presi cura di lui), le vittime di queste violenze a Minneapolis e in altre città americane, così come i civili vittime dei missili russi, rispondono con un reiterato appello: “believe your eyes”, “believe what you see”, credete ai vostri occhi, credete a ciò che vedete. E’ un richiamo esplicito al romanzo orwelliano “1984”, dove il potere ordina ai cittadini di non credere a ciò che vedono.

Così Trump, anche se viene citato migliaia di volte negli Epstein Files e il suo General Attorney Pam Bondi tiene tuttora secretata una buona metà dei files, ora si dipinge come una vittima del finanziere pedofilo, non come suo complice in decine di losche avventure.

Per sua sfortuna, oltre a valanghe di foto e prove documentali, tra i suoi principali accusatori c’è anche il Deputato Repubblicano Thomas Massie, che definisce il governo Trump “l’Amministrazione Epstein” e che, essendo consapevole di dare parecchio fastidio al mondo MAGA, comunica urbi et orbi di godere di ottima salute e di non avere nessuna intenzione di suicidarsi. A tre giorni dal decennale della morte di Umberto Eco infine, per tutti i complottisti di estrema destra e sinistra o complottardi comuni, vale più che mai l’invito a leggersi “Il pendolo di Foucault”.

Gianfranco Parmiggiani

Analisi, redazionali ed opinioniCronaca nazionale ed internazionale

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