Addio allo “storico” poliziotto Daniele Campani

Lutto alla questura di Reggio Emilia per la scomparsa di Daniele Campani, sovrintendente della polizia di Stato, morto ieri, a poco tempo dal pensionamento. Una vita trascorsa in divisa, tra impegno professionale, attività sindacale e una grande passione per lo sport. Lascia la moglie, i figli e tanti colleghi che lo ricordano con affetto.

Campani aveva prestato servizio per molti anni alla questura reggiana, ricoprendo diversi incarichi, dalle Volanti alla Divisione Pasi. In ogni ruolo si era distinto per la capacità di lavorare in squadra, affrontare i problemi con equilibrio e costruire rapporti umani improntati alla collaborazione.

A ricordarlo sono soprattutto i colleghi del Silp Cgil, il sindacato di polizia nel quale aveva militato, che ne sottolineano la disponibilità, la discrezione e la capacità di cercare soluzioni anche nelle situazioni più difficili. “Daniele era uno di quei poliziotti capaci di ricoprire ruoli diversi senza mai perdere ciò che più lo caratterizzava: la capacità di stare tra le persone, lavorare in gruppo e affrontare i problemi cercando soluzioni capaci di unire, anziché dividere”.

Soltanto di recente i colleghi lo avevano salutato in occasione del pensionamento, che avrebbe dovuto aprire una nuova fase della sua vita dopo tanti anni dedicati alla Polizia di Stato. Gli ultimi tempi erano stati segnati dalla sofferenza, ma Campani, raccontano le persone che gli sono state vicine, aveva conservato il suo atteggiamento positivo.

“Daniele aveva conservato quella serenità che gli permetteva di affrontare i problemi senza lasciarsi sopraffare, trasmettendo agli altri la fiducia che anche le situazioni più complicate potessero essere superate”. Una caratteristica che aveva contraddistinto anche il suo impegno sindacale. Nel Silp Cgil era apprezzato per la capacità di ascoltare, mediare e affrontare le difficoltà senza alimentare tensioni.

Grande appassionato di sport, considerava il lavoro di squadra un valore fondamentale, tanto nella professione quanto nella vita privata. “Poliziotto, sindacalista e sportivo, Daniele era soprattutto un marito e un padre profondamente legato alla propria famiglia”, ricordano i colleghi. La sua scomparsa lascia un vuoto nella questura di Reggio Emilia, dove tanti hanno condiviso con lui anni di lavoro, responsabilità e amicizia.

“Daniele lascia il ricordo di un uomo che ha saputo affrontare le difficoltà senza perdere la propria positività, che ha creduto nel valore del gruppo e che ha saputo farsi voler bene senza bisogno di gesti straordinari, semplicemente restando se stesso”. I funerali si terranno sabato 17 ottobre, alle 10, nella cappella di Coviolo.

Daniele lascia la moglie Annarita e i figli Ginevra di 22, Emanuele 18 e Bianca 13 anni, il fratello Stefano e la mamma Antonietta. Alla famiglia le più sentite condoglianze anche del Cpi.

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