La “sottile linea bianca”: l’inquietudine cattolica dagli anni venti agli anni sessanta

L’11esima tappa del libro di Sandro Spreafico e Paolo Burani “Dal Partito Popolare alla Democrazia Cristiana, comunità di fede e stagioni politiche nella terra di Tesauri, Dossetti e Marconi, 1918-1963” si è fermata nella biblioteca comunale di Albinea. In quella terra che ha dato i natali e dove purtroppo anche hanno trovato la morte dolosa, figure eroiche del cattolicesimo degli anni ’40, Mario Simonazzi, il comandante partigiano “Azor” ed il suo amico, il partigiano giornalista Giorgio Morelli “Solitario”. A più riprese ricordati nel corso del convegno quali eroi della Resistenza e martiri della Resistenza, essendo stata appurata giudiziariamente, almeno per Simonazzi, la mano omicida dei partigiani comunisti. Tappa dunque particolarmente significativa e densa di spunti, oltre che di segreti non ancora svelati.

Il ponderoso volume di 1150 pagine del duo Spreafico (titano della storia non solo cattolica locale) e Burani (un importante passato amministrativo tra le fila del Pd), va a colmare un clamoroso gap storiografico, ovvero la ben poco conosciuta vicenda dei cattolici tra la nascita dei due partiti che li hanno maggiormente rappresentati ed il loro incessante tormento etico tra il nascente fascismo, un socialismo in parte anticlericale ed un comunismo sempre più invasivo. Comune per comune, sezione per sezione, associazione per associazione, zolla per zolla, il certosino lavoro di ricostruzione e di riemersione di figure imprescindibili ancorché ancora relegate nella zona grigia dell’oblìo, restituisce un quadro polifonico a tratti grandioso proprio per la faticosa costruzione di quella società liberale, democratica e cristiano-sociale di cui ancor oggi godiamo.

Viene ricordata, attraverso un recente articolo del Carlino, la figura di Mario Simonazzi “Azor”

Nella biblioteca “Neruda” di Albinea tra i relatori Federico Mioni, storico direttore di Federmanager Academy. Che ha ricordato il fallimento delle “Reggiane” negli anni ’50 e la conseguente nascita dell’industria meccanica locale, soffermandosi sulla figura del sindacalista cislino Nereo Rocchi. Lo storico locale Giuseppe Ligabue ha approndito la figura del parroco di Albinea don Alberto Ugoletti, che annotò nel suo diario giorno per giorno la progressiva occupazione del paese collinare da parte delle truppe naziste. Il diacono Giuseppe Piacentini ha ricordato le persecuzioni dei cattolici negli anni ’20 prima da parte dei bolscevichi poi da parte dei fascisti, sottolineando come l’adesione di molti cattolici allo stesso fascismo fosse stata provocata anche dal timore delle violenze rosse. Il vicepresidente diocesano di Azione Cattolica, Alberto Saccani, si è invece soffermato soprattutto sulla figura di Pier Giorgio Frassati (proclamato Santo da Papa Leone XIV), mentre il direttore dell’Istituto Parri, Mirco Carrattieri, cui è toccata la prolusione generale di presentazione del volume, dopo aver ricordato figure luminose come quella di don Giuseppe Dossetti, ha invitato gli storici cattolici ad indagare maggiormente sia sul rapporto tra i cattolici nella Resistenza e il ricorso alla violenza, sia sulle cause che portarono figure anche importanti del mondo cattolico reggiano come quella di Stefano Cavazzoni, Ministro del Lavoro nel primo Governo Mussolini, ad aderire appunto al fascismo.

Tra i presenti, oltre agli autori del volume, anche il sindaco di Albinea Roberta Ibattici e l’assessore alla Cultura Giacomo Mazzali

Insomma un libro imprescindibile, che impone finalmente all’attenzione pubblica figure dimenticate, legandole col “filo bianco” di quell’attenzione perenne di coscienza serpeggiante nelle mille sfaccettature del variegato mondo associazionistico, partitico e parrocchiale cattolico allora difficilmente distinguibile. Ed al contempo pone ulteriori interrogativi che potrebbero essere raccolti da studi successivi.

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