In vino veritas: il Consorzio Pensatori Indipendenti si presenta a “Qualcosa di Francese”
Metti una sera a cena nel locale più figo della città, “Qualcosa di Francese”. Quale posto più adatto per presentare a Reggio Emilia “Consorzio Pensatori Indipendenti” www.consorziopensatoriindipendenti.it, la nuova testata creata dal Vostro Gianpar? Tra un Cremánt dello Jura, uno champagne Pinot nero 100% e un Gewurtztraminer alsaziano, questi i vini che ci siamo scolati, Bordeaux e Chablis li proveremo la prossima volta, abbiamo ricordato i motivi per cui è nata CPI. Il nome sì, fa il verso ai CSI di Giovanni Lindo Ferretti, storico idolo della sinistra Reggiana poi convertitosi a Ratzinger e al culto mariano, tuttora idolatrato da assessori, addetti alla cultura e sacerdoti laici del suo credo irradiato dai giornali.

Sinteticamente abbiamo creato CPI per a) dare voce alle culture socialdemocratica e liberale e anche al pensiero cattolico, sempre bistrattati in una città, Reggio Emilia, che nel Novecento è stata prima fascista in massa e poi bovinamente comunista b) il fatto che nella testata che Gianpar prima animava fosse stato imposto il divieto divenuto col tempo semi-assoluto di criticare il potere politico locale c) dirvi quello che gli altri non vi dicono. Un esempio le scorse elezioni amministrative locali, dove con ampio anticipo Gianpar vi aveva spiegato che il nome del candidato sindaco era frutto di un Pattone e che Massari non era comunque il sindaco adatto a Reggio Emilia. I fatti ci hanno dato indiscutibilmente ragione d) contrastare i complottismi, ad es. novax e putiniani, che infestano le nostre società e mettono a serio rischio le nostre fragili democrazie. Questo abbiamo detto e questo faremo. Non siamo a libro paga di nessuno.

Non abbiamo amici importanti e non abbiamo nemici, tranne i dittatori, i complottisti e l’arroganza del potere. Saremo liberi di scrivere quello che ci pare e liberi di sbagliare, non abbiamo la pretesa di avere la verità in tasca. Il dubbio, non la ripetizione urlata di slogan né la diffusione di veline, è il nostro credo. Saremo aperti a chi avrà voglia di dare un contributo ad animare un libero spazio di discussione. E dunque, buona lettura e buon divertimento a tutti/e. Ps Un grande grazie a Monica e Giulia che, laddove altri sprecano denaro pubblico, hanno creato un luogo informale, elegante e cool, che le altre città ci invidiano, in quello che un tempo era uno dei quartieri più difficili della città. E ora, sopratutto grazie a loro, è una piccola Montmartre.


Bella serata ed ottime premesse, solo il titolo mi perplime assai.
In primis, non mi piace andare a ruota, pur facendo il verso.
Ed il consorzio è un sostantivo che mi deprime ed intristisce
con il suo campo semantico stretto tra la bonifica ed il CCPL
(o se preferite tra l’enciclica Familiaris Consortio ed il Consorzio agrario).
Forse bastava Pensatori Indipendenti, magari con una spruzzata di libertà
che – per me – resta la sovrana virtù ed il sommo valore.
E l’acronimo poteva rievocare un nobile partito della prima repubblica (PLI),
l’attualissimo PIL od un nuovo LPI.
Con affetto e stima.
Caro Marco, in parte hai ragione. Ma ci pareva di volare troppo alto, “noi della razza di chi rimane a terra”. Poi ci siamo guardati allo specchio, con ‘ste facce démodé, e allora abbiam premesso “Consorzio”. E ti è andata pure bene. Rischiavi il titolo “Quelli dell’Istituto…”. Si scherza