God save the Queen…and the Reggio regime

Accogliamo la favolosa futura Regina di Inghilterra con le note della strofa introduttiva, leggermente reggianizzata, della celebre canzone dei Sex Pistols.

La visita della Principessa del Galles a Reggio Emilia e ai suoi asili, che evidentemente devono essere davvero i più belli del mondo, è una botta di c…fortuna incredibile per la città. Fortuna si fa per dire: il Reggio Approach è veramente studiato da educatori e pedagogiste di tutto il mondo. Poi non si è mai capito bene se grazie a questo Reggio Approach i bambini reggiani crescano più intelligenti, più furbi, più tolleranti, più intraprendenti ecc. Fatto sta che a visitare i nostri asili vengono delegazioni da tutti i continenti. E dal momento che Kate Middleton di mestiere, oltre che la Principessa, fa esattamente quello, cioè si dedica anima e corpo all’educazione  dei più piccoli, ci sta che una personalità come la sua possa venire a Reggio Emilia. Il suo viaggio avrà una rilevanza mediatica mondiale spaventosa.

E’ la prima missione all’estero della Principessa dopo la malattia, facile dunque prevedere che il centro storico di Reggio Emilia la settimana prossima sarà più popolato da giornalisti di testate da tutto il mondo che da maranza. Kate Middleton è un’autentica icona pop, forse l’unica donna più famosa (e amata) di lei al mondo è Taylor Swift. E non a caso lo stesso Principe William e i figli della coppia reale sono swifties sfegatati. Remare contro questo evento sarebbe semplicemente folle e autolesionistico. La notorietà di cui godrà la nostra città grazie a Kate è incalcolabile.

Certo, alcuni aspetti paradossali non mancano. Se c’è una costruzione sociale figlia della Reggio di sinistra, è senza dubbio il sistema degli asili. Qualcuno forse ricorderà la polemica che sollevò negli anni ’80 la mamma dell’attuale assessore alla cultura Marco Mietto, all’epoca Segretaria della Dc, Carla Mietto stigmatizzava la Reggio comunista che, a suo dire, mirava a pianificare le esistenze dei reggiani “dalla culla alla tomba”. Che venga a rendere omaggio alla cultura socialista delle classi dirigenti reggiane la monarchia più longeva e prestigiosa della Terra è dunque quasi surreale. Così come è spiazzante che gli amministratori reggiani, schleiniani se giovani, ex (?) comunisti se attempati, cultori di rivoluzioni russe e francesi conclusesi con decapitazioni e fucilazioni in massa di re, regine e cortigiani, attendano con trepidazione di genuflettersi con deferenza a una testa coronata, e che testa! Ora, quello che dobbiamo evitare come la peste è fare brutte figure. Non è così difficile, basta fare esattamente quello che prevede il rigido cerimoniale che accompagna le uscite dei Reali inglesi. I politici, sindaco e assessori in primis, quando sarà loro concesso di aprire bocca davanti alla bella Kate, dovranno evitare i discorsoni e le supercazzole.

Sarà bene anzi che lascino parlare con la Principessa del Galles chi si intende dei temi che le stanno a cuore, ovvero le pedagogiste di Reggio Children. Massari e soci dovranno cortesemente evitare di darle pacche sulle spalle, chiamarla “Kate”, presentarsi davanti a lei in jeans o braghette, offrirle un caffè corretto al bar, ecc. L’effetto Fantozzi alla cena di compleanno della Contessa Mazzanti Serbelloni Vien Dal Mare, mamma ultranovantenne del mega direttore galattico, sarà insomma sempre dietro l’angolo. D’altro canto l’attuale giunta non porta particolari meriti per questa visita, che eredita decenni di investimenti sull’educazione infantile delle amministrazioni cittadine precedenti. I meriti li avrà se, come ci auguriamo, andrà tutto bene. L’unica cosa che ci dispiace, soprattutto per la Principessa del Galles, perché parlare con lei avrebbe sicuramente arricchito la futura regina di Inghilterra, è che ad aspettarla non ci sarà Carla Rinaldi, anima di Reggio Children scomparsa purtroppo un anno fa. Ma ci consoleremo con immagini ed episodi destinati a entrare inevitabilmente nella storia della nostra città. Cose tipo Nando Rinaldi che si fa un selfie con Kate, la consegna del Tricolore che pochi mesi fa è stato dato anche a Francesca Albanese, Max Collini che le dedica la nuova hit “Compagna Kate”, una foto della Principessa con Adelmo Cervi sotto la Statua del Crostolo in Piazza Prampolini. Tutto veramente bellissimo.

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2 pensieri riguardo “God save the Queen…and the Reggio regime

  • Francyesco

    In tutto questo la vera notizia è che anche per essere assessore oggi a Reggio, sia necessario essere figlio di una ex esponente politica una generazione fa a Reggio. Parlo di Mietto, citato nell’articolo.

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  • GianfrancoAutore articolo

    Necessario non è detto, certo può aiutare (non sappiamo sia il caso da lei citato). Molti assessori non sono figli di politici o ex tali

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